Impiego di scarti di acciaierie in edilizia



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Progetti di ricerca, sviluppo e innovazione per la transizione ecologica e circolare negli ambiti del Green New Deal italiano

Decreto interministeriale 1 dicembre 2021; Decreto direttoriale 23 agosto 2022


Ambito di applicazione

Bando destinato alla promozione di programmi di ricerca, sviluppo e innovazione a carattere innovativo, elevata sostenibilità e che tengano conto degli impatti sociali nell’ambito delle finalità di transizione ecologica e circolare del Green and Innovation Deal.

Sono ammissibili al sostegno degli interventi agevolativi i programmi di innovazione sostenibile che prevedano attività di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e/o, limitatamente alle PMI, l’industrializzazione dei risultati della ricerca e sviluppo

I programmi devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda, avere una durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 36 mesi per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, e non superiore a 12 mesi per quelle di industrializzazione.


Risorse

a) 600 (seicento) milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del finanziamento agevolato; 

b) 150 (centocinquanta) milioni di euro per la concessione delle agevolazioni nella forma del contributo a fondo perduto


Soggetti beneficiari

a) le imprese che esercitano le attività di cui all’articolo 2195 del codice civile, numeri 1) e 3), ivi comprese le imprese artigiane di produzione di beni di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443;

b) le imprese agro-industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;

c) le imprese che esercitano le attività ausiliarie di cui al numero 5) dell’articolo 2195 del codice civile, in favore delle imprese di cui alle lettere a) e b);

d) i Centri di ricerca.


Modalità e termini per la presentazione delle domande di agevolazione

Le domande possono essere presentate da un’unica impresa o congiuntamente da più imprese, fermo restando un importo progettuale a carico di ciascuna impresa partecipante di valore non inferiore a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00).


Per i progetti con spese e costi ammissibili non inferiori a euro 3.000.000,00 (tremilioni/00) e non superiori a euro 10.000.000,00 (diecimilioni/00), la procedura è a sportello (istruttoria sulla base dell’ordine cronologico) 

Per i progetti con spese e costi ammissibili superiori a euro 10.000.000,00 (diecimilioni/00) e fino a euro 40.000.000,00 (quarantamilioni/00), la procedura è negoziale (le domande accedono alla fase istruttoria sulla base dell’ordine cronologico di presentazione)


La domanda di agevolazioni e la documentazione devono essere redatte e presentate in via esclusivamente telematica a partire dal 17 novembre 2022.


Spese ammissibili

Attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale:

a) il personale dell’impresa proponente, limitatamente a tecnici, ricercatori ed altro personale ausiliario,

b) gli strumenti e le attrezzature, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo;

c) i servizi di consulenza e gli altri servizi utilizzati per l’attività del progetto di ricerca e sviluppo, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how, tramite una transazione effettuata alle normali condizioni di mercato;

d) le spese generali relative al progetto;

e) i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.


Attività di industrializzazione:

a) acquisto di nuove immobilizzazioni materiali che riguardino macchinari, impianti e attrezzature, ivi compresi i programmi informatici e licenze correlati all’utilizzo dei predetti beni materiali; 

b) acquisizione di immobilizzazioni immateriali relative a brevetti di nuove tecnologie di prodotti e processi produttivi, know-how o altre forme di proprietà intellettuale, diritti di licenza di sfruttamento o di conoscenze tecniche anche non brevettate; 

c) acquisizione di servizi di consulenza, prestati da consulenti esterni, di natura non continuativa o periodica, 


Agevolazioni concedibili

-finanziamento agevolato per una percentuale nominale delle spese e dei costi ammissibili pari al 60 per cento; 

-contributo a fondo perduto, per una percentuale massima delle spese e dei costi ammissibili: 

i) pari al 15 per cento come contributo alla spesa, a sostegno delle attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale e per l’acquisizione delle prestazioni di consulenza relative alle attività di industrializzazione; 

ii) pari al 10 per cento come contributo in conto impianti, per l’acquisizione delle immobilizzazioni oggetto delle attività di industrializzazione



La "Strategia di Specializzazione Intelligente (S3) della Regione del Veneto 2021 - 2027" (per maggiori info sulla strategia clicca QUI) indica gli ambiti prioritari sui quali focalizzare le risorse per la ricerca e l'innovazione, in particolare quelle derivanti dalla programmazione della politica di coesione per il periodo 2021-2027. 

Nel dettaglio, gli ambiti strategici di intervento in tema di ricerca e innovazione (n° 6) e le traiettorie di sviluppo (n° 52) sono:
· Smart agrifood - 11 traiettorie
· Smart manufacturing - 11 traiettorie
· Smart health - 6 traiettorie
· Cultura e creatività - 7 traiettorie
· Smart living & energy - 12 traiettorie
· Destinazione intelligente - 5 traiettorie

Veneto Green Cluster opera nel contesto della Strategia regionale, prevalentemente nell'ambito di specializzazione Smart manufacturing, ma sviluppa progettualità che sono pertinenti anche ad altri ambiti.
I bandi che saranno a breve promossi dalla Regione del Veneto, richiederanno che le progettualità siano coerente alle TRAIETTORIE DI SVILUPPO individuate nella strategia regionale.

Al fine di prepararsi per tali opportunità, Veneto green Cluster ha realizzato un questionario attraverso il quale si chiede ai partner aderenti alla rete di segnalare le TRAIETTORIE DI SVILUPPO compatibili con le progettualità e investimenti che si intendono realizzare nei prossimi mesi.
In questo modo Veneto Green Cluster può acquisire informazioni sui bisogni specifici e attivare i servizi di supporto necessari, compresi gruppi di lavoro che entrino subito nel merito di fattibilità delle varie proposte.



Il Programma Nazionale per la Gestione dei Rifiuti (PNGR) è lo strumento, previsto e definito dall’articolo 198- bis del Testo Unico Ambientale, di indirizzo per le Regioni e le Province autonome per la pianificazione della gestione dei rifiuti.

Il PNGR definisce i macro-obiettivi, le macro-azioni, i target, definisce i criteri e le linee strategiche a cui le Regioni e le Province autonome dovranno attenersi nella elaborazione dei Piani di gestione dei rifiuti.

Il PNGR è, quindi, lo strumento di indirizzo e supporto alla pianificazione della gestione dei rifiuti volto a garantire:

 

Il Programma contiene:

 

  • dati inerenti alla produzione, su scala nazionale, dei rifiuti per tipo, quantità, e fonte;
  • la ricognizione impiantistica nazionale, per tipologia di impianti e per regione;
  • l'adozione di criteri generali per la redazione di piani di settore concernenti specifiche tipologie di rifiuti, incluse quelle derivanti dal riciclo e dal recupero dei rifiuti stessi, finalizzati alla riduzione, il riciclaggio, il recupero e l'ottimizzazione dei flussi stessi;
  • l'indicazione dei criteri generali per l'individuazione di macroaree, definite tramite accordi tra Regioni che consentano la razionalizzazione degli impianti dal punto di vista localizzativo, ambientale ed economico, sulla base del principio di prossimità, anche relativamente agli impianti di recupero, in coordinamento con quanto previsto all'articolo 195, comma 1, lettera f;
  • lo stato di attuazione in relazione al raggiungimento degli obiettivi derivanti dal diritto dell'Unione europea in relazione alla gestione dei rifiuti e l'individuazione delle politiche e degli obiettivi intermedi cui le Regioni devono tendere ai fini del pieno raggiungimento dei medesimi;
  • l'individuazione dei flussi omogenei di produzione dei rifiuti, che presentano le maggiori difficoltà di smaltimento o particolari possibilità' di recupero sia per le sostanze impiegate nei prodotti base sia per la quantità complessiva dei rifiuti medesimi, i relativi fabbisogni impiantistici da soddisfare, anche per macroaree, tenendo conto della pianificazione regionale, e con finalità' di progressivo riequilibrio socioeconomico fra le aree del territorio nazionale;
  • l'individuazione di flussi omogenei di rifiuti funzionali e strategici per l'economia circolare e di misure che ne possano promuovere ulteriormente il loro riciclo;
  • la definizione di un Piano nazionale di comunicazione e conoscenza ambientale in tema di rifiuti e di economica circolare

 

Il Programma, con un orizzonte temporale di sei anni (2022-2028), partendo dal quadro di riferimento europeo, è preordinato a orientare le politiche pubbliche ed incentivare le iniziative private per lo sviluppo di un’economia sostenibile e circolare, a beneficio della società e della qualità dell’ambiente. Il Programma si pone come uno dei pilastri strategici e attuativi della Strategia Nazionale per l’Economia Circolare, insieme al Programma nazionale di Prevenzione dei rifiuti e ad altri strumenti di policy.



 

Si evidenzia, in questa sede, che il Programma ha inoltre individuato, dopo ampia e articolata discussione, sulla base delle priorità indicate dalle regioni, i seguenti flussi strategici analizzati ai fini della elaborazione del Programma:


1 rifiuti urbani residui da raccolta differenziata

2 rifiuti provenienti dal trattamento dei rifiuti urbani

3 scarti derivanti dai trattamenti: a. delle frazioni secche da raccolta differenziato; b. delle frazioni organiche

4 rifiuti organici

5 rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)

6 rifiuti inerti da costruzione e demolizione

7 rifiuti tessili

8 rifiuti in plastica

9 rifiuti contenenti amianto

10 veicoli fuori uso

11 rifiuti sanitari a rischio infettivo

12 fanghi di depurazione delle acque reflue urbane

 

Per maggiori info clicca QUI


Leggi QUI le ultime novità dalla Rete Innovativa regionale




Le iniziative intrapresa nel progetto ECE, prima esperienza di promozione dell’internazionalizzazione di Veneto Green Cluster, offrono alcuni segnali interessanti.

Il progetto pone la sfida di coniugare aspettative e obiettivi individuali o settoriali con la volontà della rete innovativa di promuovere un valore sistemico regionale, espressione di specializzazioni (servizi, prodotti e processi) industriali ispirate al paradigma dell’economia circolare e più in generale alla sostenibilità.

Le imprese coinvolte sono rappresentative dei multi settori presenti in Veneto Green Cluster: agroindustriale (Distillerei Bonollo Umberto spa), arredo/edilizia (Metalco srl, Ferrari BK srl), plastica (Mon Plast srl), gestione integrata delle acque (2F Water Venture srl - IWS), gestione integrata dei rifiuti (Elite Ambiente srl), guidate da Green Tech Italy, con il compito di rappresentare collettivamente la rete.

Attraverso azioni collettive e/o individuali (partecipazione a 7 fiere internazionali in Italia e all’estero, tre esperienze di incoming e sviluppo di ben 4 piani di lancio di nuovi prodotti/servizi all’estero), ove ogni impresa affronta problematiche specifiche, è stato attribuito il compito di promuovere una nuova concezione di prodotto/servizio, che indipendentemente dalla qualità intrinseche e funzionali, fosse attenta a

- ridurre il consumo di risorse o dare la possibilità al consumatore finale di farlo,

- al riutilizzo di un prodotto per lo stesso scopo nella sua forma originale o con pochi miglioramenti o modifiche,

- alla rigenerazione correlata ai processi di rinnovamento del prodotto e di rigenerazione dei componenti,

- al riciclo nelle diverse forme di recupero e conversione di materiali.




Dalle varie esperienze realizzate fino ad oggi nei mercati obiettivo (Europa, Nord America, Israele), in luoghi e momenti che fotografano le dinamiche internazionali, si traggono le seguenti indicazioni.

I principali rischi sono provocati da:

un'inflazione più alta del previsto sulla scena mondiale, soprattutto negli Stati Uniti e nelle principali economie europee, che ha provocato un inasprimento delle condizioni finanziarie;

un marcato e deciso rallentamento della Cina, a causa dei focolai e delle chiusure imposte dalla recrudescenza del virus, che rallenta crescita del Paese;

i persistenti effetti negativi legati alla guerra in Ucraina. 

I mercati trainanti appaino gli Stati Uniti, in Europa la Polonia e Svizzera. Ottimi segnali anche per la Turchia, e per le economie asiatiche di Corea del Sud e Indonesia.

Per i temi specifici caratterizzanti il progetto, emerge come la transizione green nella regione asiatica rappresenta una importante opportunità di export di tecnologie per l’energia da fonti rinnovabili (in particolare impianti eolici e idroelettrici), anche se rimane forte la concorrenza della Cina.

Ricordiamo che dall’inizio del nuovo secolo i mercati emergenti della regione Asia Pacifico (APAC) hanno rappresentato il principale traino della crescita mondiale, con una media annua superiore al 6,5% nel periodo 2000-2021, risultando al contempo responsabili della produzione di circa la metà delle emissioni globali di CO2.

Il percorso di decarbonizzazione rappresenta pertanto una sfida particolarmente rilevante per tutte le economie mondiali.

A livello microeconomico, le imprese partecipanti al progetto segnalano le seguenti opportunità:

il lancio di nuovi prodotti nei mercati internazionali concepiti per valorizzare le caratteristiche “green” degli stessi, quindi aventi una composizione materica che valorizzi materiali riciclati e/o riciclabili, progettati per avere un ciclo di vita sostenibile ambientalmente, è certamente una strategia/investimento che deve essere sostenuto: il valore dei prodotti così concepiti viene apprezzato e richiesto dai clienti

le Fiere dimostrano ancora una volta di essere una straordinaria occasione per verificare lo stato del business, rendersi conto del livello qualitativo dei prodotti/servizi che appaiano sull’orizzonte internazionale, al fine di ottimizzare il posizionamento del prodotto/servizio: la diretta partecipazione in qualità di espositore pone l’azienda davanti ad una sfida decisamente utile, i contatti e riscontri che si registrano rispetto alle nuove proposte, sono una cartina di tornasole difficilmente sostituibile con altri canali, anche digitali 

gli incoming rimangono una utilissima occasione per mostrare le potenzialità dell’impresa in funzione di partnership internazionali strutturate e durature.


Al momento, viene quindi confermata la bontà delle scelte iniziali a livello di mix delle azioni da intraprendere, interessante sarà verificare, alla fine del progetto, come saranno sintetizzati i singoli piani export.

Le opportunità del mercato internazionale sono molto elevate, tecnologie, prodotti e soluzioni green vengono richiesti in modo diffuso e impellente, ma si punta molto alla qualità e innovazione, e soprattutto ad un valore reale dimostrabile: in questo senso, le aziende devono essere reattive e consapevoli del livello qualitativo delle loro proposte, altrimenti si viene facilmente superati da una concorrenza altamente qualificata, proveniente ormai da tutte le parti del mondo.

Per maggiori informazioni contattate Veneto Green Cluster.